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Guardavalle Marina

Cosa vedere a Guardavalle

Un borgo nascosto in una conca per sfuggire ai pirati, difeso da dodici torri e legato a un cardinale che corresse il calendario.

Il borgo che non si vede dal mare

Guardavalle nasce probabilmente nel IX secolo, quando gli abitanti della costa si rifugiarono sulle alture per sfuggire alle incursioni saracene. Il borgo fu costruito dentro una conca naturale, invisibile dal mare e dai dintorni: una scelta difensiva che ancora oggi si capisce arrivando, perché il paese compare solo entrando nella vallata.

Il nucleo più antico è il rione Carmine, che gli anziani chiamano ancora Casaleju, dal tempo in cui Guardavalle era un casale della contea di Stilo. Da lì il paese è cresciuto ad anelli concentrici sulla collina, con vie acciottolate, case in pietra e il granito delle Serre lavorato dagli scalpellini di Serra San Bruno dopo il terremoto del 1783.

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Le dodici torri

Dopo le razzie turche del 1555 e del 1569, il territorio si dotò di un sistema difensivo di dodici torri: per questo Guardavalle è detta il paese delle dodici torri, una sorta di San Gimignano calabrese.

La più celebre è la Torre Cavallara, in località Vinciarello: costruita nel 1485 dal feudatario Vincio Spedalieri, ha pianta quadrata di circa dieci metri per lato, base a scarpa, caditoie e una scala con ponticello levatoio sul lato opposto al mare. Al piano terra c'era la stalla per i cavalli, sopra l'alloggio dei soldati; nel Settecento divenne deposito per l'olio. Oggi è una residenza privata, visibile dall'esterno.

Il cardinale del calendario

Il personaggio più illustre di Guardavalle è Guglielmo Sirleto (1514-1585): bibliotecario della Biblioteca Vaticana, tra i massimi studiosi di greco ed ebraico del suo tempo, collaborò al Concilio di Trento e alla correzione del calendario che portò alla riforma gregoriana.

La famiglia Sirleto ha lasciato tracce in tutto il paese: lo stemma sul portale della chiesa del Carmine, il palazzo di famiglia nel centro storico e la reliquia di Sant'Agazio, portata da Squillace nel 1584 dal vescovo Marcello Sirleto, che fece del santo il patrono di Guardavalle.

Chiese e palazzi

Nel centro storico si incontrano la Chiesa Matrice di Sant'Agazio Martire, ricostruita più volte e rifatta in forme neoclassiche dopo il terremoto del 1783, e la Chiesa del Carmine, seicentesca, la cui cupola affrescata è considerata l'unico esempio ancora integro di cupola affrescata del Seicento calabrese. Poco fuori, l'incompiuta e imponente chiesa di San Carlo Borromeo, voluta dal vescovo Fabrizio Sirleto attorno al 1600.

Tra i palazzi nobiliari spiccano Palazzo Criniti (1492), Palazzo Sirleto, Palazzo Spedalieri e l'ottocentesco Palazzo Falletti con le sue colonne di granito monolitico. In piazza del Carmine si passa sotto un piccolo arco di trionfo.

La cascata sul torrente Assi

Nell'entroterra, dentro il Parco Naturale Regionale delle Serre, il torrente Assi forma una cascata di oltre dieci metri con una vasca naturale dove d'estate si fa il bagno: la chiamano cascata di Guardavalle o di Pietracupa, dai ruderi dell'antico insediamento vicino.

Si raggiunge con i sentieri Arcadia e Assi, a piedi o in mountain bike. Il percorso nella fiumara è di media difficoltà e i sentieri non sono sempre segnalati: meglio scarpe da trekking e, se non sei pratico, una guida locale.

E alla Marina

Guardavalle Marina è la parte moderna del paese, cresciuta soprattutto dopo l'alluvione del 1951, quando la Cassa per il Mezzogiorno vi costruì case, scuola e la chiesa di Santa Maria degli Angeli. Oggi è il cuore estivo del comune: il lungomare con le palme, la spiaggia con le dune e la stazione ferroviaria.

Una curiosità recente: nel 2025 Guardavalle Marina è stata la location di Temptation Island, girato in un resort sulla costa del comune.

Un vitigno col nome del paese

Guardavalle dà il nome anche a un vitigno autoctono a bacca bianca, iscritto al catalogo nazionale delle varietà dal 1970 e coltivato quasi solo in Calabria: dà vini dal colore paglierino con una nota di nocciola tostata. Chiedilo nei ristoranti della zona.

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